Piccolo Gigante

Non c’è verso ne omelia in quello che sto scrivendo.

Ho un pensiero è ho voglia di farlo sentire.

Padre…non è il ricordo che mi attanaglia…è il tuo colmare il mio cielo che mi ha portato ad ambire la mia luce.

Dura è stata la tua presenza e mai ardita la tua partenza.

Tu…piccolo uomo tutto testardo altruismo

Tu pavido uomo all’amore di tuo figlio.

Tu hai creato imperi di carta velina per ottenebrare le paure che tu volevi celarci.

Hai sognato che ti conoscessi e che ti superassi.

Ho sognato di emularti e ho bramato di conoscerti.

Mi manchi piccolo silente gigante.

Mi hai lasciato la strada per diventare grande quando tu eri troppo stanco per portarmi ancora per mano.

Non ho mai avuto così tanto terrore di non vedere un tuo piccolo cenno di orgoglio come da quando so che non potrò mai vederlo.

Hai lasciato tuo figlio sparuto e grondante saccenza.

Mi hai dato Saturno a vergarmi per rizzare le mie preghiere.

Ho pianto lacrime che non ti ho mai mostrato solo perché tu ne avevi troppe da raccogliere.

Ti ho maledetto perché amavo il tuo stupido modo di non mostrarti.

Io ti ho visto davvero come nessuno ti potrà mai descrivere.

Tu hai portato sicurezza in me quando mi hai lasciato annegare.

Tu piccolo piccolo piccolo squadrato sognatore di felicità altrui.

Tu mi hai reso un gigante a gli occhi di chi non lo vedeva.

Mi hai reso fiorente con il terriccio del tuo ricordo.

Grazie per ciò che non sei riuscito a darmi.

Grazie per avermi dato tutto quello che hai cercato di insegnarmi e io ho preso a calci con tracotante insicurezza.

Sei fiero di me…perché ho reso fiero me.

Mi hai dato il grande dono della possibilità.

E ho trovato lei…

Ti sarebbe piaciuta piccolo gigante.

Mi manchi papà…

È un giorno te lo ridirò.

Si fiero di come amo lei…

Perché e come tu hai amato la mamma.

In modo imperfetto è maledettamente tuo.

Ma vi capivate…e io adesso capisco tutto.

Notte mio gigante.

https://m.youtube.com/watch?v=Y4QepFkJQ-s&feature=youtu.be

7 risposte a "Piccolo Gigante"

    1. Certo!
      Così rileggendo puoi comprendere sfumature che possono passare inosservate.

      Quando era in vita mio padre è sempre stato un totalitario accentreista.

      Nulla si sapeva o si muoveva senza che lui volesse.

      Io sono sempre stato il testardo che doveva capire per ubbidire.

      Quando lui è morto, moltissime delle cose che non ha mai detto mi sono piombate addosso.

      Prima di allora ero concentrato sul battermi ad ariete sulla porta della sua intoccabilità.

      Dopo di allora ho capito che quello che non diceva o non mostrava era uno scrigno pieno di preoccupazioni alla quale non voleva che noi partecipassimo.

      Si è sempre tenuto tutto dentro per proteggere chi amava.

      Io sono estremamente simile a lui, solo più attento all’ascolto

      E quando ho visto che era come me…

      La sua morte ha risvegliato la vita che era in me.

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