Canima Dea

Anima cagna in corpore Dea.

Quanto desiderio è in me ogni volta che ho il pensiero rivolto in te.

Afferrare la tua bocca e schiacciarla fino a farti strisce di nero negli angoli di vista.

Tatuarti rosse mani sulla pelle tua neve.

Sentire l’ansare liquido dei tuoi respiri in armonica metronomia.

Spingere la tua schiena a preghiera di ingresso.

Arpeggio dei tuoi capelli sulle arche tue spalle.

Schizzi tumidi al batter calamaio colano poesie di umori in calce.

Affanni troneggianti nel cacofonico assolo.

Bianco speme erutto nel tuo esser mia.

Alla mia maestranza rivolgi il pago tuo viso.

Scettro colante ostia riverso sulla lingua tua avvezza.

Succhia il mio seme e accresci il mio volerti serva.

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