OrchestrArti

Ho voglia e ti pretendo.

Ho maestria e ti orchestro

Ho conoscenza e ti colpisco.

Ho forza e ti frantumo.

Ho grazie e ti faccio danzare.

Prendo le tua mani per porle a foulard intorno al tuo bianco collo.

Spingo il tuo volto a pregare l’alto credo.

Stringo i tuoi seni con mano a morsa e schiocco melodia sui capezzoli tuoi orpelli.

Scivolo con la gamba destra all’interno delle tue arche gambe d’opera.

Struscio i miei pantaloni gessati sulla tua glaba vulva per assorbirne il liquido ossesso.

Il mio corpo in Adagio andirivieni.

Ansimi tuoi a ritmica metronomia.

Crescente costante.

Il tuo Presto ancheggio, rallentato al mio orchestrarti.

La mano saetta a disegnarti rosso spartito sulla curva del tuo bianco gluteo.

Vibra la schiena tua ad arco supplizio.

Lacrima di nero Rimmel, disegna Pierrot in viso d’estasi.

Frenetico arpeggio al mio smuoverti fluidi.

Gorgheggi di tube zampillano armonie liquide.

Tolgo la gamba umida della tua prima.

Svesto il sesso da te anelato.

Affondo come assolo nelle labbra umide con note perentorie.

Veloce il battito allo sbatterti.

Lacrime e bava scemano libere al mio usarti.

Gridi, urli, graffi, occhi rovesci al capolavoro in opera tua.

Mano a stringerti la gola

Petto a soffocarti il respiro.

Sesso a svuotarti gli umori.

Coli, piangi, sudi.

Dammi il mio Diesis nell’affondo del mio comando.

Crescendo di estasi…

Folle giubilo al raggiungere l’ode!

Sincronica maestosa metrica.

Irroro magnificenza.

Armonia del contrasto tuo fluire.

Corpo tremante…

Pulsante battito…

Requiem il tuo corpo…

Opera omnia la nostra unzione.

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